Il/La Mediatore/trice interculturale interviene nel processo di assistenza sociale, facilitando l’accesso dello/a straniero/a ai servizi pubblici e privati presenti nel territorio.
Durata 500 Ore
Il/La Mediatore/trice interculturale interviene nel processo di assistenza sociale, facilitando l’accesso dello/a straniero/a ai servizi pubblici e privati presenti nel territorio.
Diploma di scuola secondaria superiore oppure autocertificazione che attesti il possesso del titolo per chi ha conseguito titolo di studio all’estero in assenza di documento equipollente/corrispondente che attesti il livello di scolarizzazione.
Per i cittadini stranieri conoscenza della lingua italiana almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, restando obbligatorio lo svolgimento delle specifiche prove valutative in sede di selezione, ove il candidato già non disponga di attestazione di valore equivalente.
Per i cittadini italiani è indispensabile la conoscenza di una lingua straniera veicolare almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, restando obbligatorio lo svolgimento delle specifiche prove valutative in sede di selezione, ove il candidato già non disponga di attestazione di valore equivalente. In fase di pubblicizzazione del corso si fa riferimento all’obbligatorietà del requisito della conoscenza di una “lingua straniera veicolare”, spettando all’aspirante allievo la scelta della lingua veicolare specifica.
I cittadini extracomunitari devono disporre di regolare permesso di soggiorno valido per l’intera durata del percorso o dimostrazione della attesa di rinnovo, documentata dall’avvenuta presentazione della domanda di rinnovo del titolo di soggiorno.
500 ore di cui 300 ore d’aula e 200 ore di tirocinio.
Il mediatore interculturale può trovare impiego come lavoratore dipendente e/o incarichi di lavoro autonomo presso il Terzo Settore (Cooperative sociali, Associazioni, Fondazioni, ONG, ecc. che gestiscono servizi di accoglienza o altri progetti sociali per immigrati, servizi sociali comunali e simili) e presso le Pubbliche Amministrazioni (Tribunali e uffici giudiziari, Comuni e servizi sociali, Forze dell’Ordine, Scuole, Ospedali, uffici e servizi ASUR, consultori familiari, carceri, centri per l’impiego, uffici e sportelli degli enti locali, ecc.).
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